Sceneggiatura
di Emiliano Manca

W LA LIBERTÀ!

Mentre scorre una lenta panoramica di inquadrature di diversi luoghi della città di Cagliari in un' anonima giornata primaverile, si sente un telegiornale. A un certo punto vengono inquadrate due persone che stanno attacchinando delle frasi sui muri della città.

Giornalista Grande partecipazione oggi alla manifestazione per la ricorrenza della liberazione. In piazza, giovani e meno giovani, autorità e società civile, hanno sfilato in un unico corteo.

Inviato Cosa rappresenta per lei questa giornata?

Uomo È la festa più importante. Oggi ricordiamo i valori su cui si basano la democrazia e la nostra Costituzione. È in nome di quei valori che il nostro Paese è stato liberato dagli occupanti stranieri.

Inviato Quanti anni hai?

Ragazza Quindici.

Inviato Cosa sai della ricorrenza di oggi? Cosa ti ha spinta a partecipare?

Ragazza Oggi festeggiamo la liberazione dall'occupazione straniera. Sono qui perché per capire il valore della libertà bisogna ricordare come è stata conquistata.

Inviato Festa della pace, festa della democrazia, festa della libertà: questo il senso degli interventi che hanno chiuso la giornata.

Comiziante E quella stessa libertà che noi festeggiamo oggi, va difesa in tutto il mondo... contro le dittature, contro le violenze, contro il terrorismo: oggi come ieri. Questa ricorrenza è il cardine della nostra memoria collettiva, il giorno in cui tornammo ad essere uniti, al di là delle contrapposizioni ideologiche, grazie alla definitiva liberazione dagli eserciti stranieri...


Suona l'inno di Mameli. Sulle note dell' inno, l'inquadratura si sposta all' interno dell' ufficio di un generale della NATO. Il televisore che trasmette il servizio è dentro l'ufficio. Il generale è affacciato alla finestra. L'inquadratura si sposta all'interno dell'ufficio con una lenta panoramica che richiama quella precedente in giro per la città. A un certo punto squilla il telefono. Il generale abbandona la finestra, va a sedersi alla scrivania e toglie l'audio alla tv. Risponde al telefono.

Generale Aquì el General Sanchez... Assolutamente impossibile: l'accesso alla zona è vietato... No, no, la cosa è fuori discussione... E se insistono! E se insistono li sbatta fuori no? Quel tratto di costa è sotto la nostra giurisdizione, lì non valgono le leggi di questo Stato. Questa gente si deve mettere in testa che lì passa una frontiera, non sono a casa loro e la loro presenza non è tollerata... Bene, e fate in modo che questo non accada più. (chiude il telefono) La puta madre que los reparió, isleños de mierda!

Il generale riattiva l'audio alla tv e si accende una sigaretta. Torna alla finestra. Si volta per una attimo verso la scrivania ripensando alla telefonata, apre la finestra e butta la sigaretta. Mentre si sentono le ultime note dell'inno, l'inquadratura si sposta all'esterno dell'ufficio, dove i due attacchinatori stanno concludendo il lavoro: la sigaretta cade ai loro piedi.

Comiziante Viva la pace! Viva la democrazia! Viva la libertà!

FINE



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